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United States | Bruxelles, 4 luglio 2014

Protezione dei servizi pubblici nel TTIP e in altri accordi commerciali europei

Protecting public services in TTIP and other EU trade agreements

Nei paesi dell'UE i servizi pubblici quali l'assistenza sanitaria e l'istruzione sono tra i migliori del mondo e rivestono un ruolo specifico considerato importante dagli europei e riconosciuto dalla normativa dell'Unione.

Per questo motivo, l'UE e i singoli paesi membri sono tenuti a proteggere i servizi pubblici in qualsiasi nuova legge o politica adottata, compresi gli accordi commerciali conclusi dall'Unione con paesi extraeuropei.

4 garanzie a tutela dei servizi pubblici in ogni accordo commerciale dell'UE

Tutti gli accordi commerciali dell'UE forniscono quattro importanti garanzie per i servizi pubblici, per quanto riguarda i monopoli, l'accesso al mercato, le sovvenzioni e la regolamentazione.

Tali garanzie permettono ai governi nazionali di gestire liberamente i servizi pubblici del proprio paese.

  1. Monopoli
    Se lo desiderano, i governi nazionali, regionali o locali possono organizzare i servizi pubblici in modo che siano gestiti da un unico fornitore. È ciò che in economia si chiama "monopolio". Il fornitore unico può essere:
    • di proprietà pubblica: in altre parole, un "monopolio statale"
    • un'impresa privata con il diritto esclusivo di offrire un servizio specifico
    E può operare a qualsiasi livello, sia esso nazionale, regionale o locale. Questa tutela si applica a tutti i settori, salvo le telecomunicazioni e i servizi informatici.
  2. Accesso al mercato
    Per l'istruzione e i servizi sanitari e sociali che beneficiano di finanziamenti pubblici o di altre forme di sostegno, o per i servizi che erogano l'acqua potabile e per uso industriale, i governi non sono tenuti a dare l'accesso al proprio mercato ai fornitori di paesi extraeuropei. Il TTIP non modificherà queste norme. Anzi, consentirà ai governi di impedire alle imprese straniere di fornire tali servizi o di investirvi
  3. Sovvenzioni
    I governi di ogni livello dei paesi dell'UE sono liberi di erogare sovvenzioni a qualsiasi settore, dai teatri ai servizi sociali. Non sono tenuti ad applicare alle imprese extraeuropee le stesse regole che applicano a quelle europee. Possono pertanto escluderle dalle sovvenzioni.
  4. Regolamentazione
    Gli accordi commerciali dell'UE lasciano ai governi nazionali la libertà di regolare qualsiasi servizio, inclusi quelli che considerano pubblici.
    I governi possono regolare i servizi pubblici:
    • nel modo che preferiscono, ad esempio:
    • concedendo licenze ai fornitori di un servizio specifico - ad esempio possono imporre ai fornitori di fornire un servizio come quello postale a tutti i cittadini del paese (il cosiddetto obbligo di servizio universale)
    • definendo gli standard di qualità da rispettare - ad esempio possono fissare standard per il riconoscimento delle università
    • a qualsiasi livello amministrativo, vale a dire nazionale, regionale o locale

Elenco positivo o negativo: 2 diversi modi per escludere i servizi pubblici

L'UE inserisce le garanzie negli accordi commerciali specificando le cosiddette "riserve" o eccezioni.

A tal fine compila un elenco, che può essere positivo o negativo.

La scelta dipende da come specifica nell'accordo gli impegni assunti in materia di servizi:

  1. Elenco positivo
    In alcuni accordi, i singoli governi specificano i servizi da concedere a fornitori extraeuropei: è il cosiddetto sistema dell'"elenco positivo".
    Ne è un esempio l'accordo commerciale dell'UE con la Corea del sud.
  2. Elenco negativo
    In altri, invece, i governi dell'UE dichiarano di voler aprire tutti i servizi a fornitori extra UE, ad eccezione di alcuni servizi specificati in due allegati.
    Un esempio è l'accordo commerciale dell'UE con il Canada.

La differenza tra i due approcci è di natura puramente tecnica, perché il risultato è lo stesso.

Libertà di scegliere – e cambiare - i fornitori di un servizio pubblico

Se nell'UE un governo nazionale, regionale o locale decide di appaltare determinati servizi pubblici a un fornitore privato è tenuto ad osservare le norme che si applicano agli appalti pubblici.

Tuttavia, nel rispetto delle condizioni previste dal contratto d'appalto, ha la possibilità di annullare in qualsiasi momento la decisione di acquistare tali servizi da un fornitore privato.

Ciò significa che, nel caso dei servizi pubblici, gli accordi commerciali dell'UE non possono prevedere una cosiddetta clausola di non arretramento ("ratchet").

Per clausola di non arretramento si intende che un governo non può reintrodurre un ostacolo commerciale che ha precedentemente rimosso in un settore in cui ha preso un impegno in tal senso.

Questa clausola non si applica ai:

  • monopoli
  • diritti esclusivi
  • servizi idrici e istruzione, servizi sanitari o sociali  che beneficiano di finanziamenti pubblici.

Pertanto la clausola non può in nessun caso diventare una scappatoia per la privatizzazione, né nel TTIP né in qualsiasi altro accordo commerciale.

20 anni di tutela efficace

Questo approccio ha già tutelato i servizi pubblici dell'UE negli ultimi 20 anni.

Nel 1995 l'UE e altri paesi membri dell'OMC hanno firmato un accordo internazionale sugli scambi di servizi (GATS).

Da allora in poi, l'UE ha firmato numerosi altri accordi commerciali sia con singoli paesi che con gruppi di paesi. Molti di questi prevedevano l'apertura degli scambi nel settore dei servizi.

Nel frattempo i paesi europei sono stati in grado di gestire servizi, come ospedali, scuole o la distribuzione dell'acqua, in modo analogo a come lo facevano prima della firma da parte dell'UE di questi accordi.

Il TTIP e tutti gli altri accordi di libero scambio che l'UE negozia, incluso il TiSA, funzioneranno esattamente allo stesso modo, offrendo le stesse quattro garanzie per i servizi pubblici.

Il commissario europeo per il Commercio Cecilia Malmström e il rappresentante USA per il Commercio Mike Froman hanno confermato il rispettivo approccio ai servizi pubblici in una dichiarazione pubblica comune rilasciata lo scorso marzo 2015.

Nel gennaio 2015 il commissario Malmström aveva già confermato personalmente per iscritto l'impegno dell'UE a tutelare i servizi pubblici negli attuali e futuri accordi commerciali, incluso il TTIP.

Lo ha fatto in:

"Monopoli statali", "diritti esclusivi", "diritto di adottare o mantenere in vigore qualsiasi misura": spiegazione di alcuni termini chiave

Gli accordi commerciali, come qualsiasi altra misura, possono essere complessi. I giuristi e i negoziatori commerciali a volte usano termini tecnici che, data la loro specificità, non sono sempre chiari ai non esperti

Questa tabella include:

  • alcuni estratti di accordi commerciali europei vigenti sui servizi pubblici
  • il loro significato in parole semplici